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AI Act: impatto e adeguamenti.

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Daniele Proietto

L’UE è la prima a dotarsi di una legge sull’Intelligenza Artificiale, in difesa dei diritti fondamentali delle persone senza accantonare la spinta all’innovazione con l’AI Act.

L’Unione Europea ha compiuto un passo significativo nel mondo dell’intelligenza artificiale (IA) con l’introduzione dell’AI Act. Questo regolamento, adottato per affrontare le sfide e massimizzare i benefici dell’IA, rappresenta un punto di svolta ed è la prima regolamentazione di questa tecnologia avanzata. Tuttavia, l’adozione non è stata priva di discussioni e controversie, in particolare sulla questione dell’utilizzo dell’IA per la sorveglianza e la sicurezza.

L’AI Act è un quadro legislativo che mira a creare un ambiente normativo chiaro e coerente per l’uso dell’IA all’interno dell’Unione. Esso si basa su valori fondamentali come la trasparenza, la responsabilità, la non discriminazione e la sicurezza. Il regolamento stabilisce regole specifiche per i sistemi di IA ad alto rischio, come quelli utilizzati nei settori della salute, dell’istruzione, dei trasporti e della giustizia.

Durante i negoziati per l’approvazione dell’AI Act, si è verificato un impasse significativo riguardo all’uso dell’IA per la sorveglianza e la sicurezza. Semplificando: Il Parlamento Europeo temeva che l’ampio utilizzo di sistemi di sorveglianza basati sull’IA potesse minare la privacy e i diritti fondamentali dell’individuo e ha proposto così un blocco totale, mentre il Consiglio Europeo, che è l’espressione dei singoli stati, ha avuto un approccio più permissivo (senza contare l’intervento a gamba tesa di Italia, Francia e Germania per escludere i foundational models, i sistemi di addestramento alla base dei prodotti finali, dalla regolamentazione).

Dopo qualche settimana di negoziazione, gli stati hanno ceduto e l’AI Act ha quindi introdotto restrizioni sull’uso di sistemi di riconoscimento facciale e di altre tecnologie di sorveglianza in luoghi pubblici, affermando la necessità di rispettare i principi di proporzionalità e necessità.

Anche la questione dei foundational models è stata risolta grazie all’individuazione delle AI ad alto impatto (con un potere di calcolo di 10^25 FLOPs) che dovranno applicare ex ante la legislazione rispettando sicurezza informatica, trasparenza dei processi di addestramento e condivisione della documentazione tecnica prima della commercializzazione. Per i modelli inferiori, la legislazione viene applicata al momento della commercializzazione dei prodotti.

Questo approccio mira a garantire che le tecnologie di sorveglianza siano utilizzate solo quando è assolutamente necessario e nel rispetto dei diritti fondamentali.

Daniele Proietto

Visual Designer, da sempre affascinato dalla tecnologia e dalle UI dei sistemi operativi. Sono un grande fan di Star Wars e dei grandi classici Fantasy.

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